Turismo medico è il termine comunemente usato per descrivere quel movimento di persone che si reca all’estero per effettuare cure mediche. In Italia questo fenomeno esiste da molto tempo. Ho avuto modo di trattare molti anni fa questo argomento in un libro “Curarsi all’estero, perché?” scritto insieme ad Eolo Parodi. Quei viaggi si chiamavano all’epoca “viaggi della speranza” poiché si trattava per lo più di malati affetti da cancro che cercavano cure mediche  migliori in paesi tecnologicamente  più avanzati come Stati Uniti e Francia o di pazienti che si recavano nei paesi europei più avanzati per effettuare interventi di cardiochirurgia.  Già nel nostro libro, sottolineavamo  come spesso quei viaggi non avessero una ragione potendo il nostro Paese soddisfare tale richiesta. Al giorno d’oggi quel tipo di viaggi all’estero per cura ha ancora meno senso specie per quanto riguarda cardiologia e cardiochirurgia disponendo il nostro paese di strutture sia diagnostiche che curative di primissimo ordine.

Il fenomeno del turismo medico non esiste solo nei paesi a basso-medio reddito verso paesi con strutture mediche d’avanguardia, ma anche nei paesi industrializzati avanzati. Negli Stati Uniti d’America, per esempio, esiste un flusso considerevole di persone che si reca all’estero per interventi di chirurgia estetica, cardiochirurgia, cure dentali ed ortopediche. Le destinazioni più frequenti sono Messico, Argentina, Costa Rica, Cuba, Brasile, India, Malaysia, Singapore, Thailandia, Emirati Arabi. La ragione principale per i cittadini americani è la ricerca del risparmio economico, la ricerca di un prezzo migliore per prestazioni mediche. Il fenomeno ha assunto una rilevanza tale da incoraggiare agenzie di viaggio a fornire pacchetti di viaggio comprensivi di soggiorno e cure mediche.

Anche in Italia il fenomeno del turismo medico ha oggi una ragione economica. Sono soprattutto  ricercati all’estero, in Slovenia, Croazia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria, Romania trattamenti di medicina estetica e trattamenti odontoiatrici poiché vengono offerti ad un prezzo inferiore rispetto a quelli praticati in Italia. Il Medico, pur lasciando libertà di scelta al suo paziente, lo deve però avvertire dei potenziali rischi cui può andare incontro il viaggiatore. Non sempre le cliniche dove vengono praticati trattamenti estetici (liposuzione, protesi ai seni, ecc.) o cure dentarie rispettano le procedure di sterilizzazione degli strumenti impiegati o seguono tutte le norme di sicurezza che devono essere rispettate in sala operatoria o presso studi dentistici. Vi può essere pertanto in teoria un rischio di infezioni nosocomiali o di malattie come l’epatite C. è bene pertanto che il viaggiatore prima di intraprendere tale viaggio, acquisisca tutte le informazioni possibili sulla struttura presso cui si recherà e porti eventualmente al proprio medico tutte le informazioni sul trattamento eseguito al fine di integrare le eventuali cure nel percorso di salute che il medico di medicina generale costruisce col proprio assistito. Anche sul piano legale e medico- legale, il paziente che intraprenda questo tipo di viaggio deve sentirsi tutelato per avviare eventualmente tutte le azioni che dovessero rendersi necessarie in caso di insoddisfazione.

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