L’infezione, dovuta a Mycobacterium tubercolosis, è di solito trasmessa direttamente per via aerea e colpisce più spesso i plomoni. L’infezione da M. tubercolosis non porta necessariamente malattia. Il rischio di sviluppare la malattia dopo il contagio è generalmente del 5-10% nel corso della vita, ma può essere accresciuto da diversi fattori specialmente l’immunosoppressione (ad es. l’infezione da HIV). Nel 2012 si sono registrati 8,6 milioni di casi e 1,3 milioni di morti. Più del 95% delle morti si verifica nei paesi a medio-basso reddito dove e tra le prime tre cause di morti nelle giovani di 15-44 anni. La tubercolosi  è seconda solo all’HIV/AIDS per quanto riguarda la mortalità dovuta ad un singolo agente infettivo.

L’uso sistematico della poli-farmaco terapia e la Stop TB Strategy dell’OMS hanno portato risultati significativi a livello globale. Nel 2012, circa l’80% dei casi riportati di TB si sono verificati in 22 paesi.  Tra questi, il Brasile e la Cina hanno registrato una significativa riduzione del numero dei casi. Negli ultimi dieci anni, la prevalenza in Cambogia è calata del 45%. Almeno 1/3 delle persone che vivono con l’infezione da HIV sono infette anche dal M. tubercolosis. Anche il fumo di tabacco rappresenta un fattore di rischio importante di malattia e morte per TB. Sta crescendo a livello mondiale la polichemioresistenza (MDR-TB). Essa riguarda i ceppi di M. tubercolosis che sono resistenti ad almeno l’isoniazide e la rifampicina. I ceppi resistenti non differiscono dagli altri cep- pi relativamente alla contagiosità, al potere patogeno o agli effetti clinici generali. Tuttavia se essi causano malattia, il trattamento diventa più difficile e il rischio di morte è più alto.

Vi è poi una forma di tubercolosi resistente oltre che all’isoniazide e alla rifampicina a qualsiasi fluorochinolone e ad almeno uno della seconda linea iniettabile di farmaci antitubercolari come la kanamicina, l’amikacina e la capreomicina. Tale forma di tubercolosi è chiamata XDR-TB (eXtensively Drug-Resistant TB). La maggior parte dei viaggiatori è a basso rischio di tubercolosi (TB). Il rischio per i viaggiatori di lunga durata (durata > di 3 mesi) in un paese con un’incidenza di tubercolosi più alta rispetto al proprio paese, può essere comparabile con il rischio dei residenti.  Le condizioni  di vita, la durata del viaggio e lo scopo del viaggio (per esempio il soccorso umanitario), sono importanti nel determinare il rischio di infezione: abitazioni di alto rischio comprendono comunità povere, aree che sperimentano disordini civili o guerra, aree di rifugiati, strutture sanitarie, prigioni e ricoveri per senza tetto. Gli individui con infezione da HIV sono a rischio maggiore di TB. Il vaccino BCG è scarsamente impiegato oggi per i viaggiatori. Viene impiegato ancora in molti paesi in via di sviluppo alla nascita. Nel primo anno di vita esso fornisce una buona protezione contro le forme severe di TB (TB miliare e meningite).

Tutte le versioni del vaccino BCG sono basate su ceppi di microbatteri vivi attenuati che discendono da un originale bacillo attenuato di Calmette-Guérin. Il vaccino è somministrato per via intradermica e può essere dato simultaneamente  con gli altri vaccini per l’infanzia. Il vaccino BCG è controindicato per gli individui con una immunità severamente compromessa inclusi gli individui con l’infezione da HIV. Molti paesi industrializzati con una bassa incidenza di TB hanno  cessato di dare il BCG routinariamente ai neonati. Dosi di richiamo di BCG non sono raccomandate dall’OMS.

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