La rabbia è ancora un significativo problema di sanità pubblica in molti paesi dell’Africa e dell’Asia (India, Pakistan, Thailandia, Indonesia, Nepal, ecc.) nonostante l’esistenza di vaccini sicuri ed efficaci.  La malattia è causata da un virus (rhabdovirus del genere Lyssavirus). La principale  via di trasmissione è rappresentata dal morso di un cane rabido. Gli esseri umani possono essere infettati anche da morsi di gatti, specie carnivore selvagge come volpi, sciacalli, manguste, lupi, pipistrelli, moffette, procioni e scimmie.  La malattia consiste in un’ encefalomielite virale acuta che è sempre letale. I sintomi iniziali sono senso di apprensione, cefalea, febbre. Compaiono poi stato di eccitazione, allucinazioni, aerofobia seguita da idrofobia, convulsioni e morte. La maggior parte delle 55.000 morti riportate annualmente avvengono in Asia ed Africa e la maggior parte di esse (30-50%) è a carico di bambini. I bambini che muoiono per rabbia non erano stati vaccinati affatto o avevano eseguito un’inadeguata vaccinazione post-eposizione. La maggioranza dei bambini morsi da cani non riferiscono l’accaduto a genitori o a personale sanitario. Conseguentemente i bambini esposti non ricevono spesso un trattamento tempestivo e completo dopo l’esposizione ed una alta percentuale di essi muore di rabbia non diagnosticata. Nonostante sia stata riconosciuta l’efficacia e la sicurezza dei moderni vaccini cellulari, molti paesi asiatici producono ed usano ancora vaccini coltivati su tessuto nervoso, che sono meno efficaci ed hanno spesso severi effetti collaterali. Inoltre, i pazienti non ricevono sempre le immunoglobuline specifiche, a causa della difficoltà nel reperimento e l’elevato costo. I viaggiatori italiani che si recano in Africa ed in Asia spesso trascurano di prendere in considerazione e di eseguire una vaccinazione pre-esposizione con tre dosi (0, 7 e 21-28 giorno) al fine di avere una copertura immunitaria e data la non certezza di trovare in loco i moderni vaccini coltivati su cellule. In altri paesi come la Francia e il Regno Unito la vaccinazione contro la rabbia è invece molto comune nei viaggiatori. Vi è almeno un rapporto 10:1 nell’utilizzo di tale misura di profilassi tra viaggiatori francesi ed italiani. La vaccinazione  in Italia può essere effettuata nei servizi di vaccinazione delle ASL.

Oltre alla vaccinazione, i viaggiatori che si recano in paesi endemici come l’India, la Cina, la Thailandia, il Vietnam, l’Indonesia, la Cambogia, il Nepal devono assolutamente evitare qualunque tipo di contatto con animali domestici e selvatici (cani, gatti, scimmie, procioni, ecc), quelli in cattività e quelli randagi. I viag- giatori che visitano grotte devono essere avvertiti del rischio posto dai pipistrelli.

Il rischio per i viaggiatori in paesi o aree a rischio per la rabbia è proporzionale al loro contatto con mammiferi potenzialmente rabidi. 9 cani su 10 in molti paesi in via di sviluppo non hanno proprietario. Nei paesi asiatici è riportata una media di 100 morsi di cani sospetti per 100.000 abitanti. Secondo una recente indagine epidemiologica, l’1,6% dell’intera popolazione indiana, aveva ricevuto un morso di cane durante gli ultimi 12 mesi. Se si venisse morsi da un animale potenzialmente infetto o dopo un contatto sospetto, occorre lavare immediatamente la ferita con acqua e sapone detergente o disinfettante e cercare poi immediatamente assistenza medica presso un ospedale del luogo per effettuare la vaccinazione post-in- fezione se necessaria. In tale situazione, è bene chiamare sempre il proprio medico di fiducia in Italia o l’esperto in Medicina del Turismo per non affrontare da soli il rischio. Le condizioni  di vita e la durata del viaggio determinano il rischio di contagio. La vaccinazione è tanto più raccomandata quanto maggiore è la durata del viaggio e più stretto è il contatto con la vita e l’ambiente locale.

Il vaccino antirabbico è praticato dunque in due distinte situazioni:

–      vaccinazione pre-esposizione: per proteggere le persone soggette al rischio quali potrebbero essere i cacciatori, coloro che fanno jogging, gli escursionisti, i campeggiatori, i saccopelisti.  La vaccinazione pre-esposizione può consigliata ai bambini che vivono o visitano paesi o aree a rischio dove essi rappresentano facile bersaglio per gli animali  rabidi. La vaccinazione pre-esposizione è raccomandata anche per gli individui che viaggiano in aree isolate o aree dove non sia facile un rapido accesso a strutture sanitarie qualificate o paesi o aree dove vi è scarsa disponibilità  di vaccini o dove questi non siano sicuri o efficaci. I vaccini antirabbici moderni sono ben tollerati, la frequenza delle reazioni indesiderate di minore entità (a livello locale: dolore, tumefazione, eritema, prurito) varia individualmente. Reazioni generali occasionali (stato di malessere generale, dolori generalizzati e cefalea) sono stati osservati dopo iniezioni sia per via intramuscolare che per via intradermica.

–      vaccinazione post-esposizione: per prevenire la malattia nei soggetti che sono stati esposti, dopo essere stati morsi da un animale che si sospetta possa avere la rabbia. Il regime a cinque dosi è quello usato più frequentemente (0, 3, 7, 14 e 28 nel muscolo deltoide).La vaccinazione va accompagnata sempre dal trattamento delle ferite e dalla loro pulitura con acqua e sapone/0 sostanze detergenti. L’eventuale immunizzazione passiva deve essere somministrata immediatamente prima la somministrazione della prima dose di vaccino data in regime di profilassi post-esposizione. Se non è disponibile subito, l’immunizzazione passiva può essere somministrata fino al settimo giorno dopo l’inizio della serie primaria della profilassi post-esposizione (con il vaccino derivato da coltura cellulare o da uova embrionate).

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