Nell’attività di counselling prima del viaggio il medico non deve trascurare di valutare lo stato psicologico del viaggiatore ricercando nell’anamnesi eventuali precedenti di epilessia, disturbi dell’umore come la depressione ed anche aspetti psicotici come la sindrome maniaco-depressiva.  Se il medico dovesse cogliere questi aspetti bene farebbe a chiedere la collaborazione dello psichiatra o dello psicologo che ha in cura il soggetto. Il medico dovrà indagare altresì se il viaggiatore fa uso abituale di sostanze stupefacenti, facendosi specificare quali e per quanto tempo duri l’abuso e faccia uso abituale di alcool. Tale anamnesi, generalmente trascurata nei servizi di medicina del viaggiatore delle USL italiane, assume invece una certa rilevanza per la prevenzione del rischio di suicidio che potrebbe derivare dalla frustrazione per una vacanza non soddisfacente, dalla solitudine cui il viaggiatore può essere esposto o da altre componenti. Delirio ed allucinazioni potrebbero non essere espressione di uno stato psicotico del soggetto, ma l’effetto collaterale dell’uso di meflochina, uno dei principali farmaci antimalarici, che si manifesta in una piccola percentuale di soggetti che fa ricorso alla chemio-profilassi antimalarica. Prima di somministrare tale farmaco il medico deve pertanto sempre accertarsi che non esistano nell’anamnesi precedenti di epilessia, di depressione grave o di manifestazioni psicotiche.

Un viaggio internazionale deciso per turismo, affari, o visite a parenti comporta un certo grado di stress (rispetto degli orari di partenza, ritardi aerei, difficoltà nei rapporti interpersonali  con altri passeggeri o personale di bordo, frustrazione per il mancato raggiungimento degli obiettivi del viaggio) che solitamente il viaggiatore sa gestire. In alcuni casi il viaggio può produrre disturbi di natura psicologica o psichiatrica. I principali fattori di rischio per la salute mentale in viaggio sono:

–     stati patologici preesistenti. Lo stress può scatenare o esacerbare reazioni o comportamenti anomali;

–     l’età. I viaggiatori anziani o con deficit di memoria o della sfera cognitiva possono disorientarsi in un ambiente diverso da quello abituale;

–     uso di cannabinoidi o altre sostanze stupefacenti possono slatentizzare sintomi psichiatrici.

–    uso  di alcol. L’abuso di vino, birra, superalcolici nei viaggiatori è molto più frequente di quanto ci si aspetti come confermato  da recenti studi epidemiologici. Esso  espone inevitabilmente a rischio di incidenti, violenza fisica e sessuale. L’alcol interagisce inoltre con certi farmaci e naturalmente con ogni tipo di droga. Tutti gli psicofarmaci non vanno mai assunti con l’alcol. Anche farmaci molto comuni come antidolorifici, anticoncezionali e certi antistaminici possono interagire con l’alcol.

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