Alcune malattie non hanno un significato solo per i pazienti che ne sono vittime, ma rappresentano anche un potenziale pericolo di sanità pubblica. Devono pertanto essere immediatamente segnalate al Dipartimento di Sanità pubblica dell’ASL di appartenenza che provvederà poi ad informare il Ministero della Salute e l’ Istituto Superiore di Sanità per l’adozione delle eventuali misure a tutela della popolazione italiana. A sua volta, il Ministero della Salute informerà l’ Organizzazione Mondiale della Sanità che potrà provvedere all’invio di esperti internazionali e fornirà tutto il supporto sulla base della sua lunga esperienza in materia di sanità internazionale.

Tutti i Ministeri della sanità dei singoli Stati sono tenuti ad uniformarsi a procedure codificate nel Nuovo Regolamento Sanitario internazionale (IHR, International Health Regulations), adottato dall’Assemblea Mondiale della sanità nel 2005 ed entrato in vigore nel 2007.

Da alcuni anni esiste in Europa l’ ECDC, con sede  a Stoccolma, per il controllo delle malattie infettive aventi ripercussioni possibili sulla sanità pubblica. Tale agenzia fu creata insieme all’agenzia per il controllo della sicurezza alimentare, l’ EFSA (European Food Safety Agency), avente sede a Parma.

Entrambe sono chiamate a ricoprire le stesse funzioni che negli Stati Uniti d’America svolgono la CDC di Atlanta e la Food and Drug Administration.  Tuttavia, è l’Organizzazione Mondiale della Sanità, agenzia dell’ONU, quella che continua ad avere l’autorevolezza e il riconoscimento a livello mondiale per la tutela della salute globale ed è attraverso questa organizzazione che noi ricaviamo informazioni e cultura che possiamo applicare nella nostra quotidiana attività professionale.

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