La febbre della valle del Rift (RVF) è una zoonosi (una malattia che colpisce principalmente gli animali, ma occasionalmente causa una malattia nell’uomo). Può causare una malattia severa sia negli animali che nell’uomo. Il virus che causa la RVF appartiene al genere Phlebovirus, uno dei cinque generi della famiglia dei Bunyaviridae. Trasmissione – Il virus della RVF è diffuso tra gli animali attraverso la puntura di zanzare infette. Un’ampia varietà di specie di zanzare può agire come vettore per la trasmissione della RVF in differenti regioni.  Le varie specie di vettori giocano un ruolo differente nel sostenere la trasmissione del virus. L’Aedes aegypti per esempio possono infettarsi cibandosi di animali infetti e sono capaci di trasmissione ovarica (trasmissione del virus da zanzare femmine infette alla progenie attraverso le uova) così che una nuova generazione di zanzare infette può schiu- dersi dalle uova. Questo consente un meccanismo durevole per mantenere il virus in natura, poiché le uova di queste zanzare possono sopravvivere anche per diversi anni in condizioni di siccità. Durante le inondazioni di habitat larvali, per alluvioni o durante la stagione delle piogge, le uova si schiudono e la popolazione di zanzare aumenta e diffonde il virus agli animali dei quali si nutre. Aedes non infette e altre specie di zanzare nutrendosi di animali infetti, con viremia, diventano a loro volta infetti perpetuando l’epidemia trasmettendo il virus agli animali di cui si nutriranno poi. Le pecore sono gli animali più sensibili.  Lo sono anche i cammelli, i bovini e le capre. L’epidemia si manifesta tra il bestiame come un’ondata inspiegabile di aborti. Il tasso di aborti tra le bestie gravide è intorno al 100%. Durante le epizootie, la gente può contrarre la RVF venendo punta da una zanzara infetta o attraverso il contatto con il sangue di animali infetti durante la macellazione, attraverso l’ingestione di latte non pastorizzato o attraverso l’inalazione come aerosol di materiale infetto.

Clinica – Il periodo d’incubazione varia da 2 a 6 giorni. Segue una malattia simil-influenzale con inizio improvviso di febbre, cefalea, mialgia e dorsalgia. Alcuni pazienti hanno rigidità nucale, fotofobia e vomito. I sintomi di RFV durano di solito 4-7 giorni, dopodichè la risposta immunitaria diviene rilevabile con la comparsa di IgM e IgG e la scomparsa del virus circolante nel torrente sanguigno. Nella maggioranza dei casi la malattia è di lieve entità, ma in una piccola percentuale di casi (0,5-2%) diviene severa manifestandosi con sintomatologia  oculare (lesioni della retina), meningoencefalite e febbre emorragica.  La sintomatologia oculare e la meningoencefalite si manifestano 1-3 settimane dall’inizio dei primi sintomi. La febbre emorragica invece si manifesta 2-4 giorni dall’inizio dei primi sintomi e si presenta con un quadro grave: ittero, petecchie ed altri fenomeni emorragici. Il tasso di fatalità nel caso di febbre emorragica è del 50%. Diagnosi e trattamento – I test sierologici come i metodi ELISA o EIA possono dimostrare  la presenza di specifici anticorpi al virus. Il virus stesso può esser trovato nel sangue durante la fase della viremica attraverso una varietà di tecniche, tra cui la PCR, un metodo molecolare per scoprire il genoma del virus. Nella maggioranza dei casi non viene richiesto alcun trattamento. Per le manifestazioni più gravi della malattia il trattamento è solo di supporto.

Prevenzione – La RVF può essere prevenuta attraverso un programma di vaccinazione animale. È stato sviluppato anche un vaccino inattivato per uso umano. Questo vaccino non è in commercio, ma è stato usato sperimentalmente per proteggere il personale veterinario e di laboratorio, che dovrà parimenti usare tutte le note precauzioni quando deve maneggiare campioni di laboratorio o animali potenzialmente infetti. Occorre inoltre evitare le punture di insetto attraverso un vestiario appropriato che copra la maggior parte del corpo, con le zanzariere, l’uso di insetto-repellenti e di insetticidi.

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