La malattia è dovuta a un virus appartenente alle Caliciviridae. L’epatite E si trasmette attraverso l’utilizzo di acque contaminate.  È possibile anche la trasmissione diretta oro-fecale e da persona a persona. Non esiste un insetto vettore. Il virus dell’epatite E ha serbatoi negli animali domestici. Uno di questi è il maiale. Le manifestazioni cliniche e il corso della malattia sono generalmente simili a quelli dell’epatite A. Come per l’epatite A non esiste una fase cronica. I giovani adulti sono colpiti più frequentemente. Nelle donne gravide durante il terzo trimestre di gravidanza l’epatite E può assumere una forma molto severa con tassi di fatalità del 20%. Molti casi, sia sporadici che epidemici, avvengono in paesi con precarie condizioni igienico-sanitarie e con scarsi controlli dell’acqua da bere. I viaggiatori dei paesi in via di sviluppo possono essere a rischio se esposti a scarse condizioni igienico-sanitarie e ad acque non controllate. Non esistono vaccini contro l’epatite E e pertanto i viaggiatori devono seguire scrupolosamente le norme generali di sicurezza alimentare  per quanto riguarda cibi e bevande.

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