La malattia è dovuta ad un virus (HBV), appartenente alla famiglia degli Hepadnaviridae.

L’infezione è trasmessa da persona a persona per il contatto con fluidi corporei infetti. Il contagio sessuale è un’ importante modalità di trasmissione, ma l’infezione si trasmette anche per trasfusione di sangue contaminato o attraverso pro- dotti ematici o con l’uso di aghi e siringhe infette. Esiste un rischio potenziale di trasmissione attraverso la via cutanea con procedure che includono agopuntura, piercing e tatuaggi.  La trasmissione perinatale può avvenire da madre a figlio. Non esiste un insetto vettore o un serbatoio animale. La maggior parte delle infezioni acute da HBV è asintomatica o pauci-sintomatica. La malattia acuta sintomatica si verifica in circa l’1% dei neonati infetti, nel 10% dei bambini infetti di età 1-5 anni e in circa il 30% degli individui infetti con età superiore ai 5 anni. Clinicamente l’epatite B acuta ha un esordio graduale con anoressia, malessere addominale, nausea, vomito, artralgia e rash seguito dallo sviluppo di ittero in alcuni casi. Negli adulti circa l’1% dei casi è fatale. L’infezione cronica da HBV si sviluppa  in meno del 5% degli adulti HBV infetti, ma più spesso nei bambini  piccoli e nei neonati. In alcuni casi di infezione cronica si sviluppano più tardi cirrosi e/o cancro del fegato. L’endemicità di epatite B in una popolazione è descritta dalla prevalenza dell’antigene HBsAg, un componente HBV specifico trovato nel sangue (e in altri fluidi corporei) sia negli stadi acuti che cronici dell’infezione. L’HBV si trova in tutto il mondo ma con differenti livelli di rischio. In certe aree del Nord America, nell’Europa Settentrio- nale ed Occidentale, nel cono meridionale del Sud America, in Australia e nella Nuova Zelanda, la prevalenza dell’infezione cronica da HBV è relativamente bassa (meno del 2% della popolazione  generale è HBsAg positiva). Il rischio per i viaggiatori dipende

(1) dalla prevalenza dell’infezione da HBV nel paese o aree di destinazione,

(2) dall’estensione di un contatto diretto con il sangue o le secrezioni corporee o di un contatto sessuale con persone potenzialmente infette

(3) dalla durata e dal tipo di viaggio.

Le principali attività a rischio comprendono l’assistenza medica che comporta un’esposizione diretta al sangue umano o ai liquidi corporei, l’assunzione di una trasfusione di sangue che non è stata testata per l’HBV e le procedure mediche o dentarie o altre esposizioni ad aghi (agopuntura, piercing, tatuaggio o uso di droghe per via endovenose) che non siano stati adeguatamente sterilizzati.

La vaccinazione  deve essere considerata per tutti i viaggiatori non immuni che si dirigono in paesi e aree con rischio da moderato ad alto di infezione. In Italia dal 1991 la vaccinazione contro l’epatite B viene praticata routinariamente nei nuovi nati.

Il vaccino contro l’epatite B è prodotto con tecnologia DNA ricombinante. Servono tre dosi per completare la serie. Le prime due dosi sono date a distanza di un mese e la terza dopo 1 o 12 mesi. Una serie completa di immunizzazione fornisce protezione per almeno 15 anni e in accordo con l’evidenza scientifica corrente probabilmente per tutta la vita. I richiami non sono necessari.

Una schedula di somministrazione ancor più rapida del vaccino monovalente contro l’epatite B è stata proposta nei tempi seguenti: giorni 0, 7, 21. Una dose addizionale viene data a 12 mesi dalla prima. Esiste un vaccino combinato contro l’epatite A e l’epatite B (Twinrix).

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