Il virus della dengue è un flavivirus di cui esistono 4 sierotipi (DEN-1, DEN-2, DEN-3, DEN-4). Non vi è immunità crociata tra i 4 sierotipi per cui una persona di può ammalare di dengue nel corso della vita.

La dengue  è trasmessa dalla zanzara Aedes aegypti, che punge nelle ore diurne. Non esiste una trasmis- sione diretta uomo-uomo. Le scimmie  sono un serbatoio nel Sud-Est Asiatico e nell’Africa occidentale.

La trasmissione  del virus della dengue avviene sia nelle aree urbane che rurali. Nei viaggiatori le infezioni sono più spesso riportate da ambienti urbani. La dengue è riportata solitamente dalla maggior parte dei paesi tropicali e sub tropicali dell’Oceania, dell’Asia, dei Caraibi delle Americhe e occasionalmente dall’Africa. L’infezione è endemica nel Sud Pacifico dove si verificano anche ciclicamente epidemie. I viaggiatori sono a rischio di questa malattia anche al di fuori della tipica stagione di trasmissione della dengue che è quella delle piogge. Le Filippine,  il Viet Nam e la Thailandia sono stati i paesi che hanno riportato attività di dengue nel 2011. Anche l’Australia continua a riportare una sporadica attività di dengue nelle aree endemiche del Queensland settentrionale.

Nelle Americhe e nei Caraibi sono stati riportati più di 890 mila casi alla Pan American Health Organization (PAHO) durante il 2011. Di questi 10.840 casi erano di dengue emorragica  (DHF) e/o dengue con sindrome da shock (DSS). Vari paesi nella regione hanno riportato alti tassi di incidenza tra cui il Brasile, il Paraguay, la Bolivia, le Bahamas e Aruba.

Nel Medio Oriente la dengue è riportata sporadicamente anche da paesi molto visitati quali l’Arabia Saudita. In Africa e nelle isole dell’Oceano Indiano viene riportata occasionalmente. Tuttavia la dengue è stata diagnosticata da viaggiatori che ritornavano da paesi di queste aree dove la malattia non è mai stata ufficialmente riportata.

La dengue  si manifesta in tre forme cliniche principali:

  • La dengue è una malattia febbrile acuta con febbre improvvisa, seguita dallo sviluppo di sintomi generalizzati e qualche volta da eruzioni cutanee maculari. È nota come “febbre spaccaossa” a causa dei forti dolori muscolari. La febbre può essere bifasica (p.e. due episodi separati o due ondate febbrili). La maggior  parte dei pazienti dopo alcuni giorni guarisce.
  • Dengue emorragica: ha un esordio acuto con febbre seguita da altri sintomi provocati da trombo- citopenia, aumentata permeabilità vascolare e manifestazioni emorragiche che possono avere un decorso minaccioso per la vita.
  • La sindrome da shock sopravviene  in una piccola percentuale di casi. Si sviluppa ipotensione  che richiede un trattamento medico urgente per correggere l’ipovolemia. Senza appropriata  assistenza medica, il 40-50% dei casi può essere fatale; con una tempestiva assistenza medica da parte di uno staff medico preparato, il tasso di mortalità può ridursi all’1% o meno.

Non ci sono vaccini specifici o trattamenti antivirali contro la dengue. L’uso di paracetamolo per abbassare la febbre è indicato. Devono essere evitati invece, l’aspirina e gli anti-infiammatori  non steroidei come l’ibuprofene. Per prevenire la malattia i viaggiatori devono prendere precauzioni per evitare punture di zanzare, specialmente durante il giorno, nelle aree a rischio.

 

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