Colera in Ghana

Colera in Ghana

Colera in Ghana

Sono stati segnalati in Ghana dal 29 novembre 2014 più di 27.900 casi e 217 i morti a causa del colera

Molti casi si sono verificati nella regione Greater Accra (circa il 70%), e nei distretti di Metro Accra e  La-Dadekotopon.

Il numero di nuovi casi di colera è in calo.

Convegno nazionale su “Viaggi internazionali e salute”

Convegno nazionale su “Viaggi internazionali e salute”

Venerdì 13 novembre 2015 si svolgerà a Rimini presso le Aule dell’Università di Via Clodia il Convegno nazionale su “Viaggi internazionali e salute” organizzato dalla Società Italiana di Medicina del Turismo in collaborazione con il Dipartimento di Scienze di Qualità della Vita dell’Università di Bologna.

Il Convegno affronterà temi di grande attualità come l’impatto della migrazione sulla salute pubblica e le politiche nazionali di vaccinazione per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive.
La lettura magistrale sarà tenuta dal Prof. Robert Steffen, dell’Università di Zurigo fondatore dell’International Society of Travel Medicine e massima autorità a livello mondiale nel campo della Travel medicine.
La relazione sulle vaccinazioni sarà tenuta da Gaetano M. Fara, Professor emerito dell’Università La Sapienza di Roma.
Il tema del rapporto tra Migrazione e salute sarà trattato dal Dott. Davide Mosca, responsabile delle politiche sanitarie dell’IOM, agenzia dell’Onu per la Migrazione.
Interverrà inoltre Eugenio Luciani, amministratore di Softmed, in merito alle questione dell’Innovazione digitale nell’ambito della Travel medicine.

Il Convegno prevede anche la trattazione del tema sulla contraffazione dei farmaci e quello dell’infezione da Coronavirus MERS che sta provocando un’epidemia nella Penisola Arabica.
L’ingresso è gratuito. Si invita tutti alla partecipazione.

 

 

Dopo ebola è allarme morbillo.

Dopo ebola è allarme morbillo.

Il morbillo può uccidere e lo fa più di quanto facciano hiv o incidenti stradali nei bambini al di sotto dei cinque anni, causando, solo nel 2013, 82mila morti. Lo evidenzia un’analisi del Washington Post realizzata a partire dai dati del Global Burden of Disease study pubblicato su Lancet. Analisi che colloca il morbillo al settimo posto tra le cause responsabili della morte dei bambini sotto i cinque anni, dopo infezioni respiratorie, malaria, diarrea, carenze nutrizionali, difetti congeniti e meningite. E tutto questo accade ancora oggi, ricorda l’Organizzazione mondiale della sanità, malgrado sia disponibile un vaccino sicuro ed efficace, che ha mostrato di aver cambiato la storia di questa malattia. Nel 2000 erano oltre 544mila. Ovvero, in 13 anni la vaccinazione contro il morbillo ne ha diminuito la mortalità del 75% ed ha evitato la oltre 15 milioni di vittime.

Numeri che mostrano quanto sia importante continuare a scegliere la vaccinazione come arma di difesa dalla malattia, anche per il mondo occidentale. Lo dimostra la paura per il ritorno del morbillo negli Usa, dove la malattia era stata dichiarata eliminata nel 2000, e l’epidemia tedesca, che è costata la vita anche a un bambino di un anno e mezzo. Ma soprattutto serve portare e garantire la vaccinazione contro il morbillo nei paesi in via di sviluppo, dove, in alcuni regioni, il tasso di mortalità raggiunge ancora il 10%.

I dati epidemiologici confermano la responsabilità del calo delle vaccinazioni nella recrudescenza delle infezioni di morbillo negli Stati Uniti. In California, Arizona e Illinois, il tasso di vaccinazioni è tra il 50 e l’86 per cento, quindi ben al di sotto del 96-99 per cento necessario per proteggere l’intera comunità.

L’ultima epidemia, iniziata poco prima dello scorso Natale e protrattasi nei primi mesi del 2015, ha avuto come epicentro Disneyland. Dei 70 casi registrati nei giorni immediatamente successivi lo scoppio dell’epidemia, la maggior parte è stata fatta risalire proprio al parco divertimenti. Il parco californiano è uno dei siti turistici più frequentati al mondo e quindi è un luogo ideale perché il tasso di contagi raggiunga i massimi livelli. Il virus, secondo quanto è stato possibile ricostruire, è arrivato con un turista tra il 17 e il 20 dicembre, e subito è riuscito a contagiare cinque lavoratori del parco e vari visitatori, al punto da costringere le autorità a impedire l’accesso alle persone non coperte dal vaccino.

In Europa la situazione generale non è migliore, infatti, assieme all’Italia e ai Paesi Bassi, la Germania è il Paese europeo con più casi di morbillo, e osservata speciale dell’Oms. Al momento, il Paese soffre per la peggiore epidemia mai scoppiata dall’introduzione su larga scala del vaccino nel 2001. Secondo il Robert Koch Institute, negli ultimi 4 mesi i casi accertati sono stati 375, per oltre la metà su persone adulte. Solo a gennaio, i nuovi casi sono saliti a 254, dei quali 82 nell’ultima settimana del mese. L’emergenza ha portato addirittura alla temporanea chiusura di una scuola secondaria. Il problema è quello di una percezione sempre più bassa dei rischi. “Chi si rifiuta di vaccinare il suo bambino non mette solo lui in pericolo, ma anche gli altri”, ha sottolineato il ministro della Salute Hermann Groehe. Nell’Unione Europea l’85% dei pazienti che si ammalano non è vaccinato. Secondo i dati dell’European centre for disease control, nel 2014 in Italia sono stati segnalati più di 1.667 contagi nel primi 10 mesi del 2014, con un incidenza pari a 2,7 casi per 100.000 abitanti. La situazione più grave è quella della Liguria con 12,4 casi per 100.000, seguita dal Piemonte con 11,8, dalla Sardegna e dall’Emilia Romagna.

La patologia, stando alle statistiche, uccide fra i due e i tre pazienti ogni mille, divenendo particolarmente rischiosa per gli adulti sopra i 20 e i bambini sotto i 5 anni, nei più piccoli la patologia può essere letale a causa di complicanze ai polmoni o al cervello. Una bambina di quattro anni è morta di morbillo, pochi giorni fa, il 7 marzo del 2015, mentre era ricoverata nel reparto di terapia intensiva del Policlinico Gemelli di Roma. Anche in questo caso, la piccola non era stata vaccinata, nonostante i genitori fossero entrambi medici.

Il rischio che la malattia possa diffondersi va di pari passo alla copertura vaccinale. Per il morbillo infatti, la cosiddetta immunità di gregge – ovvero, la quota di copertura vaccinale nei confronti di un virus o di un batterio che impedisce che questo si diffonda nella comunità – è piuttosto alta, arrivando fino al 94%. Va da sé quindi, come lasciare anche piccole percentuali prive di immunizzazioni sia un rischio non solo personale ma per tutta la comunità

La vaccinazione contro il morbillo, ricorda l‘Organizzazione mondiale della sanità, dal 2000 al 2013 ha fatto diminuire del 75% i casi della malattia e ha impedito circa 15 milioni di morti. Di fatto questo pone il vaccino contro il morbillo tra le migliori conquiste della sanità pubblica e non a caso, proprio dall’Oms, riunitasi a Copenaghen, arriva l’ultimatum per l’Europa: il 2015 deve essere l’anno dell’eliminazione del morbillo e della rosolia dalla regione europea.

Epidemia di Ebola

Epidemia di Ebola

Ebola in Guinea, Liberia e Sierra Leone

Un focolaio di Ebola è in corso dal marzo 2014.

Si consiglia di evitare viaggi non essenziali a causa dell’epidemia senza precedenti di virus Ebola. La raccomandazione di evitare viaggi non essenziali ha lo scopo di aiutare a controllare l’epidemia e di prevenirne la diffusione.

Si raccomanda ai viaggiatori che si recano nel Paese di proteggersi evitando qualsiasi contatto con il sangue ed i fluidi corporei (come ad esempio urina, saliva, sudore, feci, vomito, latte materno, e lo sperma) di persone malate, a causa, dell’elevata possibilità che possano essere malati di Ebola.

 

Giornata Mondiale della Salute

Giornata Mondiale della Salute

Il 7 aprile si celebrerà in tutto il mondo la Giornata Mondiale della Salute, in occasione della ricorrenza del 67 anniversario della nascita dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ( 7 aprile 1948) . Il tema della Giornata Mondiale 2014 è  quello della lotta alle malattie trasmesse da vettori che rappresentano ancora nel mondo una causa molto importante di mortalità e morbilità.

SMALL BITE BIG THREAT ( piccoli morsi grande minaccia) è la parola d’ordine che l’OMS ha scelto per sollecitare tutti i Paesi a intraprendere misure di lotta contro zanzare, zecche, flebotomi ed altri artropodi che veicolano importanti malattie come la malaria, la dengue, la filariasi, l’encefalite da zecche, l’encefalite giapponese e per sollecitare i singoli ad adottare misure di protezione individuale come insetto-repellenti, zanzariere ed altro.

Per celebrare la Giornata Mondiale della Salute, il Centro di Travel Medicine and Global Health insieme a Softmed Solution hanno organizzato un convegno nazionale sul tema “Prevenzione e controllo delle malattie trasmesse da insetti” che si svolgerà a Livorno sabato 5 aprile 2014 presso il Museo del Mediterraneo, Villa Henderson.

Il Convegno affronterà tra  il tema del contrasto a malaria ed encefalite da zecche ed argomenti relativi a vecchie e nuove epidemie discutendo anche la situazione epidemiologica attuale dell’influenza aviaria da H7N9 e dell’infezione da coronavirus MERS-CoV che rappresentano problemi di sanità pubblica rispettivamente in Cina e nella penisola arabica.

Il controllo dell’epidemia di Ebola

Il controllo dell’epidemia di Ebola

La recente visita del Direttore Generale dell’OMS, Margaret Chan, in Mali ha posto in evidenza che la sfida del controllo dell’epidemia di Ebola è legata alla possibilità di contenere l’epidemia nei tre paesi dove sta infierendo: Sierra Leone, Liberia e Guinea evitandone la diffusione nei paesi limitrofi, come il Mali dove si sono già verificato 6 casi, tutti mortali.

Se l’epidemia investisse altri paesi africani, come Mali, Senegal, Nigeria, il contenimento dell’infezione sarebbe oltremodo difficile in mancanza di un vaccino e di farmaci di provata efficacia.

Elemento de grande importanza è la sorveglianza epidemiologica della malattia. I numeri ufficiali (15.351 casi di cui 5459 mortali) non sono molto probabilmente quelli reali tenendo conto della mancanza di un sicuro sistema di rilevazione dei dati nei paesi dove l’epidemia sta dilagando. Diventa pertanto molto importante che le più prestigiose organizzazioni internazionali come l’OMS e la CDC di Atlanta prendano in mano il controllo della sorveglianza epidemiologica dell’infezione da virus Ebola per organizzare in modo efficace la risposta sul campo mettendo in atto le misure di sanità pubblica adeguate ad impedirne l’estensione.

Dr Walter Pasini

Direttore Centro di Travel Medicine and Global Health

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