Aiuti umanitari

Volontari, missionari, appartenenti a NGOs vivono in condizioni disagiate, a stretto contatto con la popolazione locale e sono pertanto esposti agli stessi rischi della popolazione locale, spesso la più povera. Spesso coloro che si dedicano agli aiuti umanitari aderendo ad organizzazioni ed agenzie internazionali prestano la propria attività di volontariato in situazioni critiche come terremoti, alluvioni, tsunami e sono particolarmente al rischio di malattie, incidenti e atti di violenza (aggressioni, stupri, rapimenti).

Missionari, volontari, personale sanitario, lavorando in strutture sanitarie possono facilmente essere esposte al contagio con sangue infetto ed ammalare di HIV/AIDS, epatite B o C. Uno stretto contatto con le secrezioni dei malati possono portare al contagio di malattie particolarmente letali come fu per le suore che morirono in Africa per il virus Ebola o nel caso del collega Carlo Urbani che morì di SARS contratta in un ospedale di Hanoi. É molto importante tutelare sul piano sanitario questo personale, le cui doti di generosità ed abnega- zione, rappresentano un patrimonio dell’umanità esaltando gli aspetti migliori della specie cui apparteniamo. Queste persone sono esposte a condizioni ambientali avverse come sono quelle di un disastro naturale, di un conflitto armato; lavorano molte ore spesso in condizioni estreme come potrebbero essere quelle di un pronto soccorso di un ospedale o di una sala chirurgica in un paese in guerra, vivono in località in cui le infrastrutture sono assenti o distrutte. Studi epidemiologici  hanno messo in evidenza che lo stato di salute degli operatori di organizzazioni umanitarie si deteriorava in percentuali superiori al 35% dei casi esaminati. Naturalmente il rischio di malattie, di conseguenze psico-fisiche dello stress cronico cui sono esposti, di incidenti e di atti di violenza variano a seconda del luogo, della natura e del tempo trascorso per prestare la propria opera assistenziale.

Prima di una missione, i volontari dovrebbero  essere sottoposti ad una visita medica che ne accerti le condizioni di salute fisiche e psichiche indagando sulla storia familiare, sull’eventuale uso di alcol o sostanze stupefacenti,  su un’eventuale storia di disturbi di carattere psichiatrico, di malattie sessualmente trasmesse e di malattie croniche che potrebbero subire un peggioramento durante la missione. I volontari devono essere protetti con tutte le vaccinazioni necessarie (richiamo di tetano ed epatite, vaccinazione anti-meningococco, colera, epatite A, ecc.), con la profilassi anti-malarica, se indicata, con una farmacia da viaggio che includa un farmaco – come il Normix – contro la diarrea del viaggiatore e ogni altro farmaco e strumentazione che possa essere utile in caso di necessità, nonché naturalmente tutti gli oggetti atti alla cura dell’igiene personale. I volontari andranno altresì istruiti relativamente al rischio di malattie sessualmente trasmesse, di incidenti, di abuso di alcol anche se è certo che ognuno di loro troverà un contesto ambientale diverso dall’altro e dovrà mettere in atto comportamenti strutturati e maturi per avere buoni rapporti con i colleghi con cui si troverà ad operare, con la popolazione locale, con le condizioni climatiche ed ambientali. É molto importante che i soccorritori, prima della partenza, vengano visitati dal loro dentista perché molto difficilmente essi potranno essere curati a destinazione e perché sarebbero facilmente esposti al rischio di trasmissione di malattie infettive, prima fra tutte l’epatite C. Molti studi hanno dimostrato che più del 30% dei volontari al ritorno manifestano sintomi di depressione che generalmente non progrediscono verso la malattia. Si tratta probabilmente della manifestazione di quella che ho chiamato tempo fa come “Sindrome di rientro”, vale a dire espressione della difficoltà di riadattamento alla situazione di partenza, accumulo di stress nel periodo passato all’estero. Naturalmente coloro che sono stati testimoni di omicidi, morti in terremoti o alluvioni, coloro che hanno subito una violenza personale devono essere avviate a percorsi specifici di riabilitazione psicologica in strutture specializzate.

Anziani

Da parecchi anni ormai, la popolazione anziana rappresenta una categoria di viaggiatori tra le più numerose. La maggior disponibilità di tempo e spesso anche di denaro consente loro di intraprendere viaggi. Si tratta il più delle volte di tour organizzati, inclusivi di assicurazione sanitaria, adattati nei ritmi e nella scelta della destinazione alle caratteristiche della popolazione  senior. La crociera è spesso una delle modalità attraverso cui l’anziano sceglie di visitare luoghi e godere delle comodità e degli svaghi tipici delle crociere. Altre volte, il mezzo di trasporto è il pullman con cui effettua lunghi spostamenti.  Gli anziani viaggiano spesso anche come turismo sociale in tour organizzati da circoli ricreativi aziendali, comuni, associazioni. Altre volte l’anziano può scegliere viaggi individuali e tracciare il proprio itinerario sulla base dei suoi desideri.

I viaggiatori anziani possono essere portatori con molta probabilità di patologie croniche ed anche in considerazione del fatto che un numero sempre crescente di anziani viaggia utilizzando navi da crociera o l’aereo per destinazioni anche lontane. L’anziano può andare incontro abbastanza facilmente a malattie o a esacerbazioni delle malattie di cui soffre a causa delle modificazioni climatiche, della fatica e dello stress psicofisico connesso al viaggio e delle modificazioni di bioritmi fisiologici.

É difficile dare indicazioni specifiche, perché una persona anziana potrebbe essere in perfette condizioni psico-fisiche o soffrire di disordini psico-affettivi o di malattie croniche. è opportuno però dare alcuni con- sigli di ordine generale:

  1. Alla partenza conviene sottoporsi a una visita medica, specie se si soffre di malattie croniche (cardiopatia ischemica, diabete, ipertensione, ecc.) e chiedere consigli personalizzati al proprio medico circa il comportamento da tenere in vacanza.
  2. Portare con sé tutta la documentazione sanitaria che potrebbe essere utile al medico che si dovesse consultare nella località di vacanza. Non dimenticare un elettrocardiogramma, copia della cartella clinica nel caso aveste avuto dei ricoveri, ecc.
  3. Informarsi sui servizi sanitari del Paese in cui ci si reca e in particolare della città in cui si soggiornerà. è preferibile scegliere località che siano attrezzate sul piano dei servizi sanitari (esistenza di un ospedale, servizi di guardia medica, ecc.)
  4. Dotarsi di un’assicurazione privata qualora foste diretti in un paese che non vi dia diritto all’assistenza sanitaria gratuita.
  5. Evitare sforzi fisici e la fatica. I viaggi costringono infatti a uno sforzo psico-fisico consistente: i preparativi della partenza, le lunghe attese negli aeroporti o nei porti, le code di vetture in automobile, la permanen- za in posizione seduta o eretta per lunghi periodi, il cambio di fuso orario, costringono l’organismo a stress che nella persona anziana possono far precipitare una malattia altrimenti in stato di equilibrio (malattie cardiovascolari, ictus cerebrali, malattie gastroenteriche, ecc.). Alcuni tour organizzati, in particolare, hanno ritmi troppo faticosi e validi per tutti, indipendentemente dalle esigenze individuali e dall’età.
  6. Consumare pasti leggeri, non appesantirsi con alimenti grassi o difficilmente digeribili. Bere spesso, per evitare squilibri elettrolitici.
  7. Essendo il colpo di calore più frequente negli anziani si dovrà adattare gradualmente l’organismo al sole e alle alte temperature limitando al minimo gli sforzi durante i primi giorni.
  8. 8. Se la persona anziana si reca in un centro termale per cure termali e riabilitative è necessario venga sottoposta a visita medica ed elettrocardiogramma preventivi per escludere eventuali controindica
  9. Evitare le elevate altitudini e le rapide ascensioni. Non bisognerebbe superare in generale i 2000-2500 metri per evitare condizioni di ipossia che potrebbero  essere pericolose.
  10. L’anziano che si ammala vive una condizione emotiva di disagio per la lontananza dei parenti, l’incapacità a parlare la lingua del Paese straniero, per l’incertezza sul suo futuro; è bene pertanto che la persona anziana ricoverata abbia sempre vicino un famigliare o un accompagnatore che lo aiuti a superare le difficoltà psicologiche dell’ospedalizzazione.

Bambini

Viaggiare con i bambini richiede un’accurata preparazione e una conoscenza dei rischi legati all’area geografica in cui ci si reca. Molte malattie sono prevenibili attraverso immunizzazione. Esiste però un’età minima per praticare la vaccinazione contro determinate malattie. I bambini sono facilmente soggetti a infezioni, specialmente a carico delle prime vie aeree. Il rischio più grave è quello della malaria, dato che il tasso di mortalità della malattia nei bambini è nettamente superiore a quello degli adulti. Nelle aree endemiche per la schistosomiasi bisognerà prestare particolare attenzione al fatto che i bambini non si bagnino nei fiumi e nei laghi. Altri parassiti (come per esempio quello che provoca la strongiloidosi) possono penetrare attraverso la cute dei piedi nudi, qualora si cammini scalzi sulla sabbia o sui terreni. Avvelenamenti possono essere causati dall’ingestione  di bacche velenose.

La più comune  causa di morte è legata agli incidenti stradali. In molti paesi in via di sviluppo l’uso delle cinture di sicurezza e dei seggiolini per bambini è sconosciuto. I bambini necessitano di pause e di tempi di riposo più lunghi rispetto agli adulti. Occorre dunque adeguare i ritmi del viaggio e degli itinerari alle esigenze dei bambini. Questi sono inoltre più soggetti agli effetti del caldo e necessitano di periodi di acclimatazione più lunghi. Durante lunghi viaggi in ambienti ristretti (auto, aereo, treno, bus) è bene distrarre i bambini portando i loro libri e giocattoli preferiti, insieme al materiale da toilette per farli stare sempre puliti e a scorte di cibo e bevande. Occorre prevenire altri incidenti legati ad attività che si praticano durante le vacanze, come ad es. il bagno in spiaggia e in piscina. Il rischio annegamento va sempre tenuto in considerazione ed i genitori devono pertanto non perdere di vista un solo istante i piccoli, quando questi nuotano o sguazzano in piscina o sulla riva del mare. Anche nella stanza d’hotel o durante i giochi con coetanei, i genitori devono considerare il rischio di cadute, da balconi o muretti, prestando loro la massima attenzione. In albergo o altri luoghi chiusi considerare anche il rischio di incidenti elettrici, di elettrocuzione, considerando che i sistemi di sicurezza elettrica in molti paesi in via di sviluppo non sono del livello di quelli dei paesi europei.

I bambini sono particolarmente sensibili alla disidratazione.  Occorre evitare quindi la diarrea del viaggiatore e le altre malattie diarroiche attraverso una scrupolosa selezione di alimenti e bevande. Nel caso di diarrea occorre reidratare il piccolo, per evitare i pericolosi effetti della disidratazione.  Se la diarrea si accompagna a febbre e sangue occorre consultare un medico e iniziare una terapia antibiotica.

Nelle spiagge del Mediterraneo o di paesi tropicali, i genitori devono prevenire le ustioni solari proteggendo la cute dei bambini con creme ad alta protezione, il capo con cappellini ed evitando di esporli ai raggi solari durante le ore più calde della giornata.

I bambini che soffrono d’asma allergico, i celiaci, epilessia, i portatori di malattie croniche devono ricevere istruzioni precise da parte del loro pediatra che deve continuare ad essere il punto di riferimento costante anche lontano da casa ed essere sempre rintracciabile in caso di necessità.

 

Malaria e bambini: un rischio da evitare. Consigli per i genitori di bambini piccoli

  1. I bambini sono i più esposti al rischio malaria perché si possono ammalare rapidamente e in modo grave. I neonati e i bambini piccoli non dovrebbero pertanto essere portati in aree malariche a meno che non sia assolutamente necessario.
  2. Cercare immediatamente un medico se un bambino – in un’area geografica  con rischio malarico – sviluppa una malattia febbrile. I sintomi di malaria nei bambini possono essere atipici. Pertanto, la malaria deve sempre essere sospettata in caso di febbre. Nei bambini con età inferiore ai tre mesi, la malaria deve essere sempre sospettata, perfino in assenza di febbre.
  3. Proteggere i bambini dalle punture di zanzare con zanzariere per culle e lettini, soprattutto nel periodo che va dal tramonto all’alba, quando il rischio è maggiore.
  4. Fare la profilassi antimalarica ai bambini che si allattano al seno poichè non sono protetti dalla profilassi che eventualmente può aver fatto la madre in gravidanza.
  5. Solo la clorochina e il proguanil possono essere somministrati con sicurezza ai neonati e ai bambini piccoli. Per la somministrazione i farmaci possono essere indorati con marmellata.  Calcolare la dose antimalarica come una frazione di quella adulta basata sull’età e sul peso del bambino.
  6. Tenere tutti i farmaci antimalarici al di fuori della portata dei bambini, rinchiusi in contenitori che non possono essere facilmente aperti. La clorochina  è particolarmente tossica per i bambini se si eccede la dose raccomandata.

Cardiopatici

Ogni anno nel mondo 7,2 milioni di persone muoiono per infarto del miocardio. Il contrasto alla mortalità e alla morbilità per malattie cardiovascolari attraverso il controllo dei fattori di rischio ha prodotto una significativa riduzione di casi nei paesi occidentali, ma l’incidenza rimane pur sempre importante. La patologia cardiovascolare rappresenta, insieme agli incidenti, la principale causa di morte nei viaggiatori internazionali. Un soggetto sano può essere esposto ai rischi di traumatologia toracica durante incidenti automobilistici, di ischemia coronarica durante viaggi aerei o soggiorni ad alta quota, di bradicardia e aritmie durante immersioni subacquee, di miocarditi o pericarditi dovute ad infezioni da parte di virus, batteri o protozoi (come nella malattia di Chagas). Può subire l’influenza  di climi troppo caldi o troppo freddi.

Un soggetto portatore di malattie cardiovascolari (cardiopatia ischemica, diabete, ipertensione) può andare incon- tro a peggioramenti del proprio stato clinico in relazione a condizioni di ipossia, di climi estremi, di sforzi eccessivi. Il medico che consiglia il viaggiatore adulto, specie se questi ha una patologia cardiovascolare, deve fornire raccomandazioni atte a prevenire attacchi cardiaci in considerazione della gravità con cui possono manifestarsi, della difficoltà a ricevere interventi di pronto soccorso e della difficoltà di ricovero presso strutture mediche attrezzate. Nei cardiopatici e più in generale negli adulti, il medico dovrebbe dare le seguenti raccomandazioni.

  1. fare una visita cardiologica con ECG corredata se del caso a test da sforzo ed ecocardiogramma per valutare lo stato di salute e le capacità funzionali del sistema cardiovascolare,
  2. portare in viaggio copia dell’ultimo ECG ed altra documentazione attestante la patologia di base. Molto utile a questo proposito il Passaporto sanitario, documento che consente al medico straniero che si dovesse prendere cura del viaggiatore di conoscere i suoi precedenti anamnestici, eventuali allergie e terapie in corso,
  3. portare con sé scorte sufficienti a coprire l’intera durata del viaggio data la difficoltà nell’acquistarne nelle farmacie di paesi stranieri e la possibilità di acquistare farmaci contraffatti in paesi extra-europei,
  4. non esagerare con l’attività fisica per non sottoporre il cuore a sforzi eccessivi, soprattutto nei primi giorni di vacanza. Evitare ritmi di vita troppo intensi. Non alterare eccessivamente i ritmi veglia-sonno,
  5. verificare che nei luoghi di vacanza prescelti esistano strutture ospedaliere attrezzate come Unità di Terapia intensiva, centri impianto e controllo pace-maker. Annotare eventualmente indirizzi e numeri telefonici di tali presidi ed eventualmente di cardiologi del luogo,
  6. controllare ogni tanto la pressione sanguigna. Lo stress legato al viaggio aereo, l’altitudine, condizioni climatiche estreme, comportamenti alimentari scorretti ed altri fattori di rischio possono influire negativamente nel controllo della malattia ipertensiva e favorire l’insorgenza di complicazioni,
  7. il portatore di pace-maker deve munirsi della carta-dati relativa la modello, adeguatamente aggior- nata ed accertarsi che nella località ove si recherà esista un Centro di controllo pace-maker. Egli dovrà fare attenzione ai campi elettromagnetici dei metal-detector specie nei paesi in via di sviluppo,
  8. evitare località ad elevata altitudine per i potenziali effetti dell’ipossiemia sulla malattia di cui sono portatori.Sono pericolose in particolare le rapide ascensioni con funivie, teleferiche ed altri mezzi di trasporto. Se si è in altitudine consentire all’organismo l’acclimatazione evitando sforzi fisici nei primi giorni in alta quota.
  9. Chi sceglie località marine deve evitare esposizioni prolungate al sole. Climi caldo-umidi potrebbero favorire squilibri elettrolitici, specie in chi assume diuretici o potrebbero provocare patologie incluso il colpo di calore,
  10. I viaggiatori in Europa devono munirsi della tessera sanitaria che consente loro di usufruire delle stesse facilitazioni di cui godono i cittadini del paese ove si recano. Quando si viaggia in paesi stranieri, come gli Stati Uniti, è necessario munirsi di assicurazioni mediche che coprono i costi di un eventuale ricovero ospedaliero e del rimpatrio.

Donne gravide

Un’altra importante categoria di viaggiatori a rischio è rappresentata dalla donna gravida. Ogni gravidanza può essere soggetta a complicazioni. Le complicazioni maggiori si hanno di solito nel primo e nel terzo trimestre. Si può dire pertanto che il periodo più sicuro per un viaggio è il secondo trimestre di gravidanza. I fattori di rischio ostetrico-ginecologico per una donna gravida che intenda viaggiare sono: storia di aborti spontanei, di gravi- danze ectopiche, di parti prematuri, di anomalie placentari, di tossiemia, ipertensione e diabete, cervice uterina incompetente, gestazione multipla, primipara di più di 35 anni. Fattori di rischio generali per una donna gravida che voglia viaggiare sono: storia di malattia tromboembolica, ipertensione polmonare, presenza di asma severa o di malattie polmonari, valvulopatie mitraliche o aortiche, cardiomiopatie, ipertensione severa, diabete, insuf- ficienza renale, anemia severa o emoglobinopatie, altre patologie che richiedano continua assistenza medica. L’aborto spontaneo nel primo trimestre o una gestosi o una rottura delle membrane al terzo trimestre possono essere particolarmente pericolose se non ricevono cure specialistiche. Pertanto è necessario che la donna gravida che intende viaggiare si informi preventivamente sulla presenza e qualità dei servizi medici esistenti nel paese e nella località di destinazione annotandosi numeri di telefono, ubicazione ed altri det- tagli come la possibilità di eseguire trattamenti chirurgici di emergenza, sicurezza di eventuali trasfusioni di sangue. É necessario che la donna porti con sé tutta la documentazione sanitaria relativa al suo stato, il suo gruppo sanguigno, la sua anamnesi.

Vi sono località particolarmente pericolose per la donna gravida, ad es. le elevate altitudini, paesi o aree in cui infieriscono epidemie di agenti infettivi trasmessi per via alimentare o per puntura di insetti, paesi o aree in cui esiste un rischio malarico, specie dovuto a P.falciparum o paesi o aree che richiedano vaccinazione con vaccini vivi.

In linea generale, i vaccini vivi dovrebbero essere evitati in gravidanza, per il rischio teorico di danni al feto. In teoria, una donna che abbia ricevuto vaccini vivi (ad es. contro morbillo/parotite/rosolia, o febbre gialla) dovrebbe rinviare una gravidanza di quattro settimane. Tuttavia, tali danni non sono stati provati, pertanto non c’è ragione di interrompere  una gravidanza se una donna che abbia ricevuto tali vaccini rimanga poi incinta. La vaccinazione contro la febbre gialla è controindicata nelle donne gravide, così come quella contro morbillo/parotite/rosolia, contro la febbre tifoide nel caso del vaccino Ty21a, contro il papillomavirus umano, contro la varicella, contro la tubercolosi. Per quanto riguarda la profilassi antimalarica, la clorochina, l’associazione clorochina-proguanil e la meflochina  possono essere date in gravidanza. La doxiciclina  e la primachina sono controindicate; l’associazione atovaquone-proguanil non è indicata mancando studi di sicurezza in proposito. La maggior  parte delle compagnie aeree proibisce il volo alle donne gravide dopo la 35 o la 36 settimana. Oc- corre pertanto assumere al riguardo tutte le informazioni da parte della compagnia area. A causa della maggior facilità delle donne gravide ad andare incontro a tromboflebiti, la donna gravida non dovrebbe rimanere seduta troppo a lungo, ma alzarsi periodicamente e camminare lungo il corridoio. Dovrà altresì utilizzare la cintura di sicurezza per tutta la durata del viaggio per prevenire eventuali traumi dovuti a turbolenze aeree che compaiano all’improvviso. Dovrà altresì evitare di bere acqua gassata o mangiare alimenti che producano gas.

Tra le patologie particolarmente pericolose se contratte durante la gravidanza vi è l’epatite E, malattia contro la quale non esistono al momento vaccini. Altra malattia pericolosa nel primo trimestre: la toxoplasmosi, per i noti effetti sull’embrione. La malattia può essere prevenuta evitando carne poco cotta e il contatto con animali. Altra malattia è come noto, la rosolia malattia nei confronti della quale la donna deve essere stata vaccinata. Pur non raggiungendo tali livelli di pericolosità, molte altre infezioni di tipo gastro-intestinale possono nuocere alla madre e al feto per la disidratazione che possono provocare, per la tossiemia e altri fattori. É dunque molto importante che la donna gravida segua scrupolosamente le norme di sicurezza alimentare.

Giovani

Gli adolescenti rappresentano una categoria a rischio quando viaggiano perché possono esporsi con facilità a rischi, perché spesso sottovalutano la pericolosità di certe situazioni o sopravvalutano le proprie capacità nell’affrontarle. Gli adolescenti possono viaggiare in gite scolastiche, in sacco a a pelo seguendo itinerari fuori dalle rotte turistiche tradizionali, possono frequentare campus universitari per corso di formazione o soggiornare all’estero per periodi prolungati nell’ambito di programmi come ad es. Erasmus.

Rispetto ad altre categorie di viaggiatori, i giovani possono essere esposti al rischio di incidenti, a quello di malattie sessualmente, ad episodi di violenza, agli effetti dell’uso di alcol e di sostanze stupefacenti. Quando viaggiano i sacco a pelo, possono essere esposti al rischio di malattie infettive alla stessa  stregua della popolazione locale più povera. Pertanto, prima della partenza essi dovranno essere convinti  ad accettare tutte le vaccinazioni che si rendano necessarie sulla base del loro itinerario.

La tutela dei giovani che viaggiano non dovrebbe essere disgiunta sul piano della sanità pubblica dalla tutela che spetta a questa fondamentale categoria di persone. Le istituzioni, Scuola e Sanità in particolare devono collabo- rare attivamente affinché essi adottino stili di vita sani e si assumano la responsabilità di fare scelte appropriate prendendo la vita e quindi la salute nelle loro mani.

I giovani sono particolarmente esposti al rischio di malattie sessualmente trasmesse. Circa il 45% delle nuove infezioni di HIV/AIDS – a livello mondiale – inte- ressa la fascia di età 15-24 anni. Essi devono  pertanto sapere come  proteggersi dal rischio di infezione. Le adolescenti sono esposte al rischio di gravidanze non cercate. Ogni anno partoriscono nel mondo 16 milioni di ragazze di 15-19 anni, circa l’11% dei parti totali, la gran maggioranza dei quali nei paesi in via di sviluppo. Le giovani pertanto devono avere accesso a informazioni relativamente alla vita sessuale e ai mezzi di contraccezione. Nei paesi poveri e ricchi, l’obesità è in drammatico aumento. Adolescenti in sovrappeso ed obesi saranno probabilmente  in sovrappeso ed obesi in età adulta con tutte le complicanze ad essa correlate. Sempre secondo l’OMS, almeno il 20% degli adolescenti  accusa problemi di salute mentale inclusi disturbi dell’umore, depressione, uso di sostanze stupefacenti, comportamenti suicidi, disturbi di comportamento alimentare come anoressia o bulimia. Il suicidio nei giovani di 15-19 anni rappresenta la seconda causa di morte a livello globale.

Promuovere la salute mentale degli adolescenti, dare loro prospettive e fiducia nel futuro è un compito fondamentale della famiglia, della scuola, della società e delle strutture sanitarie. Il fumo rappresenta un fattore di rischio importante nell’adolescenza, così come l’abuso di alcol. La grande maggioranza  dei fumatori inizia durante l’adolescenza. Oggi, secondo l’OMS, più di 150 milioni di adolescenti usano tabacco. Per l’OMS le misure più importanti in questo campo sono bandire la pubblicità del tabacco, proibire per legge il fumo nei luoghi pubblici e alzare il prezzo dei prodotti del tabacco. L’abuso di alcol e le conseguenze ad esso associate, come gli incidenti stradali e l’uso di violenza soprattutto domestica, rappresenta un problema su scala mondiale. L’abuso di alcol riduce l’autocontrollo e aumenta il rischio di comportamenti aggressivi. L’educazione a un uso appropriato di vino ed altre bevande alcoliche rappresenta un target educativo molto importante, così come importanti le norme che limitano l’accesso all’alcol per gli adolescenti. L’incidenza e la prevalenza di incidenti stradali nei giovani è particolarmente significativa. Norme intelligenti che regolino il traffico, l’uso del casco, della cintura di sicurezza, controlli  sui tassi alcoolemici dei guidatori e altre misure atte a ridurre la probabilità di incidente stradale nei giovani devono essere adottate a livello nazionale e locale.

Quando i giovani viaggiano e quindi si trovano in un paese diverso dal loro possono sentirsi più liberi, meno soggetti al controllo della loro famiglia, dell’ambiente sociale. Un’ampia varietà di disordini di differente severità é attribuibile all’uso di sostanze psicoattive. Nella grande popolazione di viaggiatori internazionali si trovano persone che fanno uso di ogni tipo di sostanza. In uno studio di 1008 giovani saccopelisti (15-35 anni) Bellis et al. hanno riportato che più della metà del campione (55%) usava una o più sostanze illecite mentre viaggiava.  Gli individui mostravano un significativo incremento nella frequenza di consumo di alcol nel paese nel quale viaggiavano rispetto al comportamento  che tenevano nel loro paese. La proporzione  degli individui che bevevano più di 5 volte alla settimana era quasi rad- doppiata passando dal 20,7% al 40.3%.

Le persone con dipendenze da sostanze che progettano di viaggiare, qualche volta portano piccole dosi di sostanze (o sostituti come il metadone) per evitare la sindrome da astinenza. Il possesso di sostanze psicoattive e l’uso è considerato un reato grave in diversi paesi. I viaggiatori  devono essere trattati per la sindrome da astinenza e la dipendenza prima di partire. I viaggiatori che fanno abuso di sostanze si possono presentare o essere portati in strutture sanitarie specialistiche per l’intossicazione o per la sindrome da astinenze e ricevere trattamenti medici pericolosi per il rischio di epatite C, B, HIV/AIDS.

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