Il viaggio ed i suoi significati

Il viaggio ed i suoi significati

Il fenomeno del turismo di massa e dell’immigrazione di massa di clandestini dal Nord-Africa devono sollecitare a riflettere sugli aspetti psicopatologici del viaggio e suoi significati.
Il viaggio ha avuto nel corso della storia dell’umanità innumerevoli significati. Anche oggi, esso viene vissuto ed interpretato dalle persone in modi completamente diversi.
Può un viaggio rappresentare un’esperienza psicologica favorevole allo sviluppo dell’individuo? Può la medicina e le competenze possedute dalla psicologia, dalla psichiatria e dalla medicina del turismo, aiutare il viaggiatore a crescere sul piano cognitivo ed emozionale attraverso l’esperienza del viaggio? Per rispondere a queste domande occorre soffermarsi sui principali significati del viaggio.
L’uomo è una specie migratoria. Attraverso le migrazioni dall’Africa verso l’Europa e l’Asia gli ominidi si sono evoluti fino ad arrivare all’homo sapiens. L’Homo erectus ( o un suo antenato l’Ergaster, più antico, ma più avanzato evolutivamente) è considerato il primo grande migratore dell’umanità: dalle savane d’Africa che lo videro vagare oltre un milione di anni fa, arrivò fino all’Asia orientale.
L’attuale turismo di massa ( l’Organizzazione Mondiale del Turismo riporta oltre 600 milioni di viaggiatori internazionali all’anno) deve avere certamente una spiegazione di carattere antropologico, anche se non ancora sufficientemente studiata.
Nel marzo 1988, il Centro OMS per la Medicina del Turismo aveva organizzato a tal scopo la prima Conferenza Europea di Travel Medicine, intitolata appunto “ Mobility and health: from hominid migration to mass tourism” ed aperta dall’illustre paleontologo Donald Johanson, lo scopritore di Lucy.
Bowlby ritiene che i bambini smettano di piangere quando dondolati a causa di una memoria ancestrale che li riporta a quando erano portati sulle spalle dai loro antenati lungo i sentieri preistorici. La culla oggi riproduce i movimenti di quei tempi remoti.
Da tempo il viaggiare è un modo di mutare, un metodo per cambiare la propria posizione sociale, sfuggire alla giustizia del proprio paese per reati commessi o, più nobilmente acquistare fama per studi archeologici o geologici, o più semplicemente trovare un lavoro per sfamare se stessi e la propria famiglia.
La trasformazione dell’individuo sociale nel viaggio, il diventare qualcun altro per mezzo del transito territoriale sono stereotipi letterari e fatti comuni nell’esperienza, dove per esempio un membro del ceto medio con un reddito limitato, può decidere di vivere un fine settimana come un nobile od un ricco scegliendosi alberghi di extra lusso ed ogni altro genere di comfort.

L’emigrazione come ripartenza, rinnovamento e catarsi è stata descritta da Paolo Mantegazza (1831-1910), medico, antropologo, scrittore ed anche grande viaggiatore con le seguenti parole: “ In Argentina vi è un grande avvenire per tutti quelli che fra noi nacquero nei bassifondi della povertà o che nel mezzo della vita furono schiantati da una bufera economica o morale.
Il cambiar clima guarisce molti mali, così come l’emigrazione purga e guarisce molte nazioni. Povero quel paese che non abbia una terra lontana e quasi sua, dove possano trapiantarsi i violenti e gli impazienti, dove possano errare le comete della società civile, dove possano guarirvi gli ammalati nel sangue e nel cervello.
Quando l’emigrazione non è fuga, né vendetta sociale, né fame è un divellente che mantiene vigoroso ed agile l’organismo delle nazioni e l’Italia può trovare in nessun luogo terreno più opportuno ai suoi emigranti quanto nel Rio de La Plata. La bellezza del clima, le vive simpatie degli argentini per noi, le lunghe tradizioni di più secoli ci hanno chiamato in quelle terre benedette dal genio di Colombo”.

Si può viaggiare anche oggi per fuga, alla ricerca di una propria libertà interiore, spinti dalla reazione a convenzioni sociali o da filosofie consolatorie.
Si può viaggiare per fede, come avviene nei pellegrinaggi o nelle visite ai santuari e agli oracoli anticipatori del turismo di massa. La cosiddetta geografia della devozione: Lourdes, Fatima, La Mecca, lo stesso Giubileo sono pietre miliari del viaggio religioso dove si confondono misticismo, svago e penitenza.
La concezione del viaggio come penitenza è vecchia come i viaggi della coppia originaria, scacciata dal giardino dell’Eden per i suoi peccati, alla quale viene ingiunto di viaggiare e faticare per espiare delle colpe.
La partenza spezza i legami tra il peccatore e luogo con le sue occasioni di peccato. Forse è per questo che il viaggio, come l’esilio, era visto nello stesso tempo come una punizione, una cura, un castigo, una purificazione. La religione islamica presuppone che un buon musulmano effettui almeno una volta nella vita un pellegrinaggio alla Mecca. Il Medio Evo si caratterizzò per i pellegrinaggi cristiani a Santiago de Compostela, Roma e Gerusalemme. La Palestina cominciò ad essere meta fondamentale dei pellegrinaggi nel quarto secolo, nello stesso periodo in cui si formò un canone di testi cristiano.
L’incorniciamento e l’elaborazione dei luoghi santi, la sacralizzazione dei luoghi frequentati da Gesù Cristo cominciarono nel 326 con la visita di Elena , madre di Costantino, in Palestina. Ad incoraggiarla fu il vescovo Macario di Elia Capitolina (Gerusalemme aveva assunto questo nome dopo la sua distruzione e la sua ricostruzione del 130, sotto Adriano), il quale, durante il concilio di Nicea nel 325 le aveva detto che occorreva preservare e commemorare la passione di Cristo attraverso la sacralizzazione di luoghi. Durante la visita a Gerusalemme, Elena identificò i siti fondamentali della nascita, della vita e della morte di Cristo, tra cui quello del Santo Sepolcro, la liberazione del quale costituì lo scopo delle varie crociate.
Fin dall’inizio della letteratura di viaggio, si pensò che il viaggio ampliasse le conoscenze del viaggiatore attraverso l’osservazione e l’elaborazione delle differenze riscontrate e si ritenne che ciò provocasse una trasformazione qualitativa dello stato intellettuale del viaggiatore.

L’idea che il viaggio potenzi l’intelligenza del viaggiatore è antica come Gilgamesh, il quale grazie ai suoi viaggi conobbe i paesi del mondo, divenne saggio, interpretò misteri inspiegabili fino ad allora.
Stradone elenca coloro che cercano il senso della vita tra quelli che hanno il vizio di “vagare per le montagne” e ripete un’idea che era proverbiale nel primo secolo a.C., quando scriveva “ Gli eroi più saggi furono quelli che visitarono molti luoghi e vagarono per il mondo: i poeti onorano chi ha visto le città e conosciuto la mente degli uomini”. Anche Ulisse viaggiò per Dante per seguire “virtude e conoscenza”. Si può viaggiare dunque anche per studio e ricerca, sull’esempio degli archeologi ed esploratori del passato, per una sfida ed un arricchimento culturale, come interpreta il grande viaggiatore Von Humboldt insistendo sull’importanza del contatto diretto con le diversità e le forme policrome della natura.
La scienza moderna sorge in un contesto in cui gli europei diventano viaggiatori coscienti di sé all’interno e all’esterno dei confini di una civiltà, in un contesto di esperienza in cui popoli, civiltà, piante, animali e paesaggi diventano oggetto di studio. Il viaggiatore non raccontava più cose favolose, ma correggeva errori, scopriva verità.
In questa nuova immagine di viaggiatore-scienziato era implicita l’idea che le sue osservazioni fossero sufficienti per conoscere e dare un nome alle cose, distinguere le specie in categorie e descrivere con oggettività le realtà osservate.

Nel ventesimo secolo l’immagine del viaggiatore ha acquistato anche una connotazione sociologica di “estraneo”. Questa definizione contiene ancora quelle caratteristiche a cui pensavano gli antichi quando definivano il viaggiatore come “filosofo” ed anche quelle idee che all’inizio dell’età moderna portarono all’attribuzione di una particolare dignità al viaggiatore che si comportava come osservatore oggettivo e un descrittore del mondo.
In virtù della mobilità e della lontananza con cui valuta e giudica, l’”estraneo” può cogliere la generalità dei rapporti indipendentemente dalla situazione locale.
Le caratteristiche del viaggiatore sono, secondo Rimmel: la libertà, l’oggettività, la generalità e l’astrazione. Il viaggiatore osserva e registra. Egli può descrivere la realtà che osserva e conosce in modo maggiore o minore a seconda del suo livello di cultura. Ma “estraneo” significa anche “straniero”. Lo straniero viene visto come estraneo dalla comunità che lo riceve e viceversa e da questo confronto possono scaturire conflitti o elementi positivi.

Questo tipo di contatto, di rapporto con la comunità locale deve essere analizzato, valutato per poter interpretare lo stato mentale del viaggiatore, le sue inibizioni, le sue potenzialità di crescita.
I miti arcaici sono fondati sull’eroe nomade (Gilgamesh, Ercole, Ulisse) e sui grandi viaggiatori conferenzieri dell’umanità come Erodono o l’arabo Ibn- Batuta.
Si può viaggiare anche per raccontare, scrivere o filmare o, come avvenne all’epoca dei grandi esploratori per affascinare i lettori con storie mirabolanti delle nuove Terre scoperte.
Descrivere esperienze di viaggio non significa solo fare cronaca di vicende belliche, situazioni politiche, fenomeni sociali o descrivere bellezze artistiche o paesaggistiche, ma anche – ed è possibilità di tutti i viaggiatori – narrare esperienze personali, raccontare emozioni, svelare se stessi attraverso ciò che il viaggia ha suscitato.
Si può viaggiare per imitazione, perché altri lo fanno e bisogna seguire modi, per consumismo. Il viaggio come consumo è spesso un viaggio “tutto compreso” che include il collezionismo turistico: numero di viaggi come medaglie al valore, souvenir sempre più originali, video e filmati delle avventure di viaggio, ecc.
Ne fanno le spese l’originalità, la genuinità e la spiritualità delle tradizioni e dell’arte dei popoli visitati. Molti paesi dell’Asia, dell’Oceania, dell’Africa e del Sud America subiscono forti pressioni da parte dell’industria del turismo e modificano tradizioni e culture in funzione del consumismo di massa.

Era prevedibile che in un mondo in cui grandi distanze sono coperte in poche ore da aerei sempre più veloci, diventi sempre più stimolante la ricerca di destinazioni sempre più “esotiche”, la ricerca dell’”impossibile” e del diverso da parte dell’uomo sedentario e comune.
Secondo l’ antropologo Ligabue “ L’informazione in tempo reale, internet, stanno paradossalmente smussando i misteri, cancellando le fiabe ed i miti rendendo la vita monotona, confezionata e ripetitiva. Gli spazi vuoti non esistono quasi più o sono spazi impossibili.
Esistono montagne con il semaforo per gli scalatori, si fa la coda per accamparsi nel deserto del Sahara, sotto le rocce del Tassili; i rinoceronti di Ngoro-Ngoro hanno tutti il loro nome, gli indigeni posano per cineprese in T-shirt e bevendo lattine di coca-cola.
Le grandi paure ataviche del viaggiatore si sono trasformate in paure logistiche: paura di perdere l’aereo o una coincidenza, costi eccessivi, ecc. L’apporto culturale del viaggio si traduce nell’esaltazione di un feticismo degli oggetti-ricordo, delle fotografie scattate, dell’esotico in carata patinata e dei filmati da proiettare a testimonianza dell’esperienza vissuta”.
Siamo così di fronte ad una geografia dell’illusione in cui gli itinerari confezionati dai tour operator secondo regole di mercato diventano espressione di comportamenti remissivi e superficiali.
Vi sono poi viaggi come quelli che rientrano nella definizione del turismo sessuale che esprimono devianze. Il viaggio mimetizza comporta un allontanamento dai riti e dalle convenienze sociali del luogo stanziale per proiettare l’individuo in contesti profondamente diversi dove la coscienza viene tacitata ritenendo mistificatoriamente che là vigano leggi e morali diverse da quelle del proprio paese.
Si può viaggiare infine per mettersi alla prova, per sfidare la sorte, per provare l’ebbrezza del rischio come fanno alcuni viaggiatori che -nonostante le raccomandazioni della Farnesina- viaggiano in luoghi assolutamente sconsigliati per la presenza di importanti situazioni di rischio come conflitti militari, presenza di predoni, pirati, o epidemie in corso.

La tubercolosi nei viaggiatori

La tubercolosi nei viaggiatori

La tubercolosi è stata per tutto l’Ottocento e buona parte del Novecento uno dei principali problemi di sanità pubblica in Italia. Al momento della realizzazione del regno d’Italia nel 1861, essa rappresentava insieme alla malaria ed alla pellagra, la principale causa di mortalità e mortalità. L’identificazione del batterio responsabile della malattia,il Mycobacterium tubercolosis, avvenne nel marzo 1882 da parte di Robert Koch, che ricevette per questo il premio Nobel nel 1905.  Per l’isolamento ed il trattamento dei casi, nel XX secolo vennero creati in Europa i sanatori, ospedali interamente dedicati alla cura ed al controllo della TB. Ma cura della malattia e controllo dell’epidemia si realizzarono solo a partire dalla scoperta della rifampicina e degli antibiotici successivi. Nel mio corso di laurea (mi iscrissi alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano, anno accademico 1968-69), la malattia rappresentava l’oggetto di una specifica materia, seppur complementare, al corso di laurea (tisiologia) per la sua rilevanza sociale e per la sua complessità, esame che diedi con il prof. Allegra. Il rischio di sviluppare la malattia dopo il contagio è generalmente del 5-10% nel corso della vita, ma può essere accresciuto da diversi fattori specialmente l’immunosoppressione (ad es. l’infezione da HIV).La Tb rappresenta ancora una minaccia per la maggior parte degli abitanti del pianeta. Globalmente si registrano ancora ogni anno più di 9 milioni di nuovi casi e circa 2 milioni di morti TB correlate. Sta crescendo a livello mondiale la polichemioresistenza.La polichemioresistenza (MDR-TB) riguarda i ceppi di M. tubercolosis che sono resistenti ad almeno l’isoniazide e la rifampicina. I ceppi resistenti non differiscono dagli altri ceppi relativamente alla contagiosità, al potere patogeno o agli effetti clinici generali. Tuttavia se essi causano malattia, il trattamento diventa più difficile e il rischio di morte è più alto. Vi è poi una forma di tubercolosi resistente oltre che all’isoniazide e alla rifampicina a qualsiasi fluorochinolone e ad almeno uno della seconda linea iniettabile di farmaci antitubercolari come la kanamicina, l’amikacina e la capreomicina. Tale forma di tubercolosi è chiamata XDR-TB (eXtensively Drug-Resistant TB).Nella maggior parte dei viaggiatori, il rischio di contrarre la tubercolosi è basso. La maggior parte dei viaggiatori è a basso rischio di tubercolosi (TB). Il rischio per i viaggiatori di lunga durata (> di 3 mesi) in un paese con un’incidenza elevata di tubercolosi, può essere comparabile con il rischio dei residenti. L’intradermoreazione alla tubercolina è raccomandata ai viaggiatori italiani che potrebbero essere esposti nei paesi in cui l’incidenza è relativamente elevata (professionisti sanitari, personale umanitario, missionari, etc.) per permettere la comparazione con un nuovo test al loro ritorno. Se la reazione alla tubercolina evoca una reazione recente, il viaggiatore dovrà essere curato per l’infezione latente ed orientato verso un servizio competente. Un malato in trattamento non deve viaggiare fino a che il suo medico non abbia documentato, sulla base dell’esame microscopico dell’escreato, che il paziente non è contagioso e non rappresenta un pericolo per altri individui. Per quanto detto, è molto importante che anche oggi, la materia sia ben conosciuta in tutti i suoi aspetti dai medici italiani, medici di medicina generale in primo luogo, in quanto, a dispetto della sua curabilità, l’infezione può presentarsi anche in soggetti giovani e sani, che non hanno viaggiato, anche per la presenza in Italia di milioni di immigrati, molti dei quali provenienti da paesi endemici.

The difference between Zika and the others

The difference between Zika and the others

Below is a table outlining the difference between the Zika virus and other mosquito borne diseases like Malaria, Dengue fever and Chikungunya. Source is Health Department’s Emergency and Surveillance manager and Epidemiologist Berry Ropa.

Disease Malaria Zika Dengue Chikungunya
Cause Parasite Virus Virus Virus
Vector Anopheles mosquitoes(night biting) Aedes mosquitoes (day biting) Aedes mosquitoes (day biting) Aedes mosquitoes (day biting)
Common Symptoms and Signs
  • Fever
  • Headache
  • Chills
  • Sweating
  • Nausea/Vomiting
  • Diarrhoea
  • Anaemia

 

  • Fever (often less than 38.0C)
  • Skin rash
  • Headache
  • Arthralgia
  • Myalgia
  • Conjunctivitis
  • Fatigue
  • Fever
  • Severe headache
  • Pain behind eyes
  • Abdominal pain
  • Nausea/Vomiting
  • Arthralgia
  • Myalgia
  • Rash
  • Fever
  • Severe arthralgia
  • Nausea/Vomiting
Potential Complications (Common)
  • Anemia
  • Cerebral malaria
  • Microcephaly
  • Guillain-Barré Syndrome
  • Shock
  • Bleeding
  • Chronic Arthralgia
Main Treatment Anti-malarials Symptomatic treatment Symptomatic treatment (fluid resuscitation for severe dengue – see dengue treatment protocols) Symptomatic treatment
Prevention Avoidance of mosquito bites; Elimination of mosquito breeding sites Avoidance of mosquito bites; Elimination of mosquito breeding sites Avoidance of mosquito bites; Elimination of mosquito breeding sites Avoidance of mosquito bites; Elimination of mosquito breeding sites
Reporting Case Definition Acute fever, and positive RDT or malaria microscopy Fever and rash, with at least ONE of the following symptoms (not explained by any other medical condition):

  • Arthralgia
  • Myalgia
  • Non-purulent conjunctivitis
  • Headache
  • Malaise

 

Fever and at least TWO of the following symptoms:

  • Severe headache
  • Pain behind eyes
  • Abdominal pain
  • Nausea/Vomiting
  • Arthralgia
  • Myalgia
  • Rash
  • Leukopenia
  • Bleeding
Acute fever and arthralgia, not explained by another medical condition
Diagnosis Malaria RDT or microscopy
Sample referral referred to Institute of Medical Research
Author:
Sally Pokiton

 

Zika virus

Zika virus

AVVISO per i viaggiatori diretti in zone con trasmissione locale di Zika virus

 

L’elenco delle zone colpite nel corso degli ultimi nove mesi è consultabile alla pagina:http://ecdc.europa.eu/en/healthtopics/zika_virus_infection/zika-outbreak/Pages/Zika-countries-with-transmission.aspx

I viaggiatori che visitano questi Paesi dovrebbero avvalersi di misure di prevenzione individuale contro le punture di zanzara al chiuso e all’aperto, soprattutto dall’alba al tramonto. Si consiglia pertanto di:

  • Utilizzare repellenti per zanzare in conformità con le istruzioni indicate sull’etichetta del prodotto. Repellenti a base DEET non sono raccomandati in presenza di bambini sotto i tre mesi di età, mentre possono essere utilizzati senza controindicazioni specifiche da donne in gravidanza
  • Indossare indumenti di colore chiaro che coprano la maggior parte del corpo,  soprattutto durante le ore in cui il tipo di zanzara che trasporta il virus Zika (Aedes) è più attivo
  • Dormire o riposarsi in camere schermate o climatizzate e utilizzare zanzariere, anche durante il giorno
  • Ulteriori informazioni sulle misure di prevenzione delle punture di insetto sono presenti nella sezione dedicata

I viaggiatori che presentano sintomi compatibili con la malattia da Zika virus entro le tre settimane dal ritorno da aree in cui è stata riportata trasmissione locale del virus, sono invitati a contattare il proprio medico avendo cura di riferire del loro recente viaggio.

Le donne in stato di gravidanza e i viaggiatori accompagnati da bambini piccoli devono consultare il proprio medico prima della partenza, al fine di valutare i rischi collegati al viaggio ed ottenere raccomandazioni sull’uso di repellenti e altre misure preventive.

Alle donne in gravidanza, e a quelle che stanno cercando una gravidanza si consiglia il differimento di viaggi non essenziali verso tali aree.

Le donne in stato interessante che hanno viaggiato in aree in cui è stata riportata trasmissione locale del virus Zika, devono dar notizia del loro viaggio durante le visite prenatali al fine di essere valutate e monitorate in modo appropriato.

Ai donatori di sangue, che abbiano soggiornato nelle aree dove si sono registrati casi autoctoni d’infezione di virus Zika, si raccomanda di attenersi al criterio di sospensione temporanea della donazione per 28 giorni dal ritorno da tali aree, nell’ambito delle misure di prevenzione della trasmissione trasfusionale, le indicazioni sono consultabili alla paginahttp://www.centronazionalesangue.it/notizie/sorveglianza-zika-virus-002

Ai  viaggiatori con disturbi del sistema immunitario o con gravi malattie croniche si consiglia il differimento dei viaggi o, quantomeno, un’attenta valutazione con il proprio medico curante prima di intraprendere il viaggio verso  tali aree.

Si raccomanda agli uomini di ritorno di adottare pratiche sessuali sicure (p.es uso del preservativo), per almeno 8 settimane dopo il loro ritorno, anche in assenza di sintomi clinici, per evitare il rischio di ulteriore trasmissione anche in assenza di sintomi clinici, per evitare il rischio di ulteriore trasmissione.

In presenza di sintomi da malattia da virus Zika, gli uomini dovrebbero adottare pratiche sessuali sicure (p.es uso del preservativo) per almeno 6 mesi. Se una coppia sta pianificando una gravidanza, dovrebbe attendere almeno 8 settimane prima di cercare di concepire, se nessuno dei due partner mostra sintomi di infezione da virus Zika, o 6 mesi se uno od entrambi i partner della coppia sono sintomatici.

Informazioni

Che cos’è la Malattia da Virus Zika?

La malattia da virus ZiKa è una malattia trasmessa attraverso la puntura delle zanzare del genere Aedes come Dengue e Chikungunya. La malattia è stata inizialmente identificata nel 1947 nella foresta Zika in Uganda nella popolazione dei macachi Rhesus e successivamente nell’uomo nel 1952 sempre in Uganda.

I sintomi principali sono febbre associata a rash maculo-papulare (che spesso ha inizio sul viso e quindi si diffonde a tutto il corpo), artralgie con possibile tumefazione articolare (generalmente delle piccole articolazioni di mani e piedi),  iperemia congiuntivale o congiuntivite bilaterale non purulenta, e sintomi generali aspecifici quali mialgia, astenia e cefalea. La sintomatologia, assente nel 75% dei casi oppure lieve e di breve durata (2-7 giorni) si manifesta dopo un periodo di incubazione di 3-12 giorni. La maggior parte dei pazienti guarisce completamente senza complicanze neurologiche e i tassi di ospedalizzazione sono bassi. . L’associazione con le complicanze neurologiche quali la sindrome di Guillain-Barré è fortemente sostenuta da evidenze epidemiologiche. La sindrome di Guillain – Barré si osserva tipicamente dopo una infezione virale o batterica. I  meccanismi fisiopatologici coinvolti nella comparsa di sindrome di Guillain -Barré in seguito ad infezione da virus Zika richiedono ulteriori studi.

Chi è a Rischio?

I viaggiatori che si recano nelle aree con recente trasmissione del virus Zika sono a rischio di infezione.

La zanzara punge prevalentemente durante le ore diurne sia all’interno che all’esterno delle abitazioni ed è comune nelle aree urbane.

Oltre alla trasmissione tramite le zanzare, anche la trasmissione di ZIKV da trasfusione è teoricamente possibile – il 3% dei donatori di sangue che erano asintomatici nel momento della donazione furono trovati positivi alla PCR durante l’epidemia di ZIKV in Polinesia Francese – così come la sua trasmissione sessuale – ZIKV è infatti stato isolato nel liquido seminale e un caso di possibile trasmissione sessuale è stato descritto in letteratura.

Donne in gravidanza

L’anomalo incremento di casi di microcefalia nei neonati del nord-est del Brasile così come dei casi di infezione da ZIKV, ha posto l’attenzione su un possibile link tra le anomalie congenite del sistema nervoso centrale e l’infezione da ZIKV contratta durante la gravidanza.

Vi è una crescente evidenza che l’infezione da virus Zika durante il primo e secondo trimestre è associata ad un  aumento del rischio di malformazioni del sistema nervoso centrale del feto . Il rischio associato con l’infezione durante il terzo trimestre è sconosciuto . Pertanto , l’infezione da virus Zika dovrebbe essere considerato come un rischio per tutta la durata della gravidanza.

Le donne in gravidanza sono considerate a rischio in quanto l’infezione potrebbe provocare danni al feto con conseguenti malformazioni quali microcefalia. Tale associazione è ancora oggetto di studio ma per  il momento si consiglia alle donne in stato di gravidanza di seguire le seguenti raccomandazioni:

  • Alle donne in gravidanza, e a quelle che stanno cercando una gravidanza si consiglia il differimento di viaggi non essenziali verso tali aree.
  • Le donne in stato interessante che hanno viaggiato in aree in cui è stata riportata trasmissione locale del virus Zika, devono dar notizia del loro viaggio durante le visite prenatali al fine di essere valutate e monitorate in modo appropriato.

Cosa si può fare per prevenirla?

Non vi sono misure di profilassi farmacologica efficaci. Vanno strettamente seguite le misure per la prevenzione delle punture da insetto: uso di repellenti cutanei, da disporre periodicamente sulla pelle scoperta negli orari di maggiore attività degli insetti (la specie Aedes presenta la maggior attività durante la giornata ma va comunque posta attenzione anche nelle ore di alba e tramonto); l’uso di zanzariere ai letti o alle finestre (verificando l’integrità della maglia), o di aria condizionata; indossare abiti con maniche lunghe e pantaloni lunghi di colore chiaro/coloniale.  I viaggiatori che presentano sintomi compatibili con la malattia da virus Zika entro le tre settimane dal ritorno da aree in cui è stata riportata trasmissione locale del virus, contattino il proprio medico, avendo cura di riferire del loro recente viaggio.

Poiché il virus è stato isolato nello sperma, si raccomanda agli uomini di ritorno di adottare pratiche sessuali sicure (p.es uso del preservativo), per almeno 8 settimane dopo il loro ritorno, anche in assenza di sintomi clinici, per evitare il rischio di ulteriore trasmissione anche in assenza di sintomi clinici, per evitare il rischio di ulteriore trasmissione.
Inoltre, in presenza di sintomi da malattia da virus Zika, gli uomini dovrebbero adottare pratiche sessuali sicure (p.es uso del preservativo) per almeno 6 mesi. Se una coppia sta pianificando una gravidanza, dovrebbe attendere almeno 8 settimane prima di cercare di concepire, se nessuno dei due partner mostra sintomi di infezione da virus Zika, o 6 mesi se uno od entrambi i partner della coppia sono sintomatici.

La prevenzione ed il controllo della malattia, a livello di comunità risiedono nell’attuazione di tutte quelle misure volte ad eliminare o ridurre l’infestazione da zanzare e vanno dalla pronta rimozione dei rifiuti solidi urbani, al corretto allontanamento e smaltimento delle acque di fogna, agli interventi periodici di disinfestazione, alla eliminazione, soprattutto in prossimità delle abitazioni, delle raccolte d’acqua che possono essere usate per la deposizione delle uova e lo sviluppo delle forme larvali.

Si segnala che sono disponibili sul sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità al seguente indirizzohttp://www.who.int/mediacentre/news/statements/2016/zika-olympics/en/ ulteriori informazioni sullo Zika virus in Brasile per gli atleti e i visitatori che parteciperanno ai Giochi Olimpici e Paralimpici di Rio 2016, che si svolgeranno dal 5 agosto al 18 settembre.

Si segnala inoltre che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha messo a disposizione degli utenti una apposita applicazione che fornisce informazioni supplementari sulla malattia, sulle possibili complicazioni e sull’andamento dell’attività di ricerca.
La APP, disponibile in quattro lingue (inglese, francese, spagnolo e portoghese), realizzata per sistemi operativi Android e iOS, é scaricabile  dai seguenti link:
iOS: https://itunes.apple.com/en/app/who-zika-app/id1090088404?mt=8
Android: https://play.google.com/store/apps/details?id=com.universaldoctor.zika

 

Fonte: viaggiaresicuri.it in collaborazione con l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive IRCCS “Lazzaro Spallanzani”

Grafica: Repubblica

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