La malattia è dovuta al protozoo Entamoebahistolityca. La trasmissione  avviene per via oro-fecale, o direttamente per contatto da persona a persona o indirettamente mangiando o bevendo cibi o acqua contaminati. Lo spettro clinico varia da un’infezione sintomatica, diarrea ad un quadro di colite fulminante con peritonite o di amebiasi extraintestinale. L’amebiasi acuta può presentarsi con diarrea, con frequenti scariche e con feci sanguinolente. L’amebiasi cronica si può presentare con sintomi gastrointestinali, fatica e perdita di peso, con febbre occasionale. L’amebiasi extraintestinale si può verificare se il parassita si diffonde ad altri organi, più comunemente il fegato dove causa un ascesso epatico che si manifesta con febbre e dolore al quadrante superiore destro. La malattia è più comune nelle aree o nei paesi con condizioni igieniche precarie, particolarmente ai tropici. Per prevenirla occorre adottare misure di igiene degli alimenti e dell’acqua e seguire scrupolosamente le norme di sicurezza alimentare.  Non esiste al momento alcun vaccino.

 

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